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Di seguito elenchiamo alcune specie floristiche che si incontrano a Castelpoggioe dintorni. Le schede e le fotografie sono gentilemente concesse in sola visione dal Vice Presidente dalla AMINT (Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica), nelle persona di Giuliano Salvai.

Elleborina bianca Lingua cervina Erba della madonna Orchidea piramidale Ruta canina

AMINT



Erba della madonna (fotografie di di Giuliano Salvai) TORNA SU
Nomi: Erba della madonna, Borracina cinerea, Sedum dasyphyllum L.( Sedum glaucum Lam., Sedum neapolitanum Ten., Sedum burnatii Briq., Sedum granulatum Salisb., Sedum pulligerum Pomel )
Specie: Crassulaceae
Descrizione: Pianta erbacea perenne, di colore verde-grigio cinerino o violaceo, peloso-glandulosa e con l’aspetto di una succulenta alta da 2-4 a 10-15 cm. I fusticini, molto gracili e cespugliosi,legnosetti, striscianti e radicanti, conferiscono alla pianta l’aspetto di un piccolo guanciale, a causa delle foglie grasse e carnose , ottuse sul bordo all'apice, lunghe 3-5 mm, bombate lateralmente ed appiattite o irregolarmente crenate superiormente nei fusti sterili, mentre sono imbricate in quelli fioriferi. I fiorellini di aspetto stellato, raggruppati in piccoli corimbi pubescenti o glandulosi, hanno i peduncoli più corti del fiore, 5 o 6 sepali ottusi, carnosi, appena riuniti alla base, più corti dei petali, corolle formate da 5-6 petali ovoidi, sub-ottusi, bianchi o giallognoli o rosei, con venature centrali rosa più evidenti e marcate all’esterno, lunghi 4-5 mm. Stami 10-12. con antere sporgenti e porporine. I frutti sono gruppi di 5-6 follicoli eretti ed appuntiti.
Antesi: Giugno - Luglio
Distribuzione in Italia: Presente in tutto il territorio. Manca nella Padania e sulle Alpi è circoscritto nelle valli aride.
Habitat: E’ pianta dalle minime esigenze infatti si contenta di pochissima acqua ed esigue quantità di terreno, vegeta da 0 a 1800 m di quota sui muri, luoghi sassosi, rupi preferibilmente su suoli calcarei.
Etimologia: Il nome del genere deriva dal latino sedeo = mi siedo, per il portamento prostrato ed il tipico modo di adagiarsi e radicarsi al suolo ed alle rocce di molte specie di questo genere, oppure con significato di sedare o calmare, per l’azione ritenuta rinfrescante e calmante delle sue foglie. Il nome della specie deriva invece dal greco con riferimento alle sue foglie fitte e stipate.
Curiosità: Dalla la sua abitudine di cresce sui muri e sui tetti, deriva la credenza popolare che le attribuisce la proprietà di proteggere la casa dal fuoco e dai fulmini.

Foto con leggenda Foto Castelpoggio fine giugno Foto Maesta Luglio



Lingua cervina (fotografie di di Giuliano Salvai) TORNA SU
Nomi: Lingua cervina, lingua di cane, Scolopendria comune, Phyllitis scolopendrium (L.) Newman (Scolopendrium vulgare Sm.; Scolopendrium officinale Swartz)
Specie: Aspleniaceae
Descrizione: Felce perenne alta 20 – 60 cm, con un corto rizoma, ricoperto di squame rossastre e con numerose sottili e piccole radici. Le fronde, riunite in una rosetta basale, prima del loro completo sviluppo, hanno l’apice avvolto a spirale come il pastorale vescovile, sonoi portate da un picciolo ricoperto di squame scagliose, più corto del lembo che al suo completo sviluppo è 4-6 volte più lungo che largo; questo ha forma lanceolata, con apice acuto e base cordiforme a lobi rivolti verso il basso, e il suo margine è intero o leggermente ondulato. Tutte le fronde che in primavera si disseccano lasciando il posto alle nuove, sono solcate da una robusta nervatura centrale dalla quale si dipartono, parallele tra loro, numerose nervature laterali. Nella pagina inferiore numerosi sori, grandi e allungati sono disposti parallelamente tra loro e alle nervature secondarie e obliquamente rispetto alla nervatura centrale.
Sporifica: tutto l’anno.
Distribuzione in Italia: Presente in tutto il territorio nazionale.
Habitat: Boschi umidi e ombrosi, imboccature di pozzi e caverne, muri a secco esposti a nord, su terreno preferibilmente calcareo, dal piano fino a 1000 m.
Etimologia: La forma e le squame scagliose delle foglie (phyllon) della felce, simili a un centopiedi (scolopendrius), hanno suggerito il binomio latino.
Proprietà ed usi: Pianta con proprietà diuretiche, espettoranti, astringenti, antiinfiammatorie. Le sue fronde per lunghi anni sono state utilizzate dalla medicina ufficiale per combattere la tosse, alleviare il fegato, stimolare la diuresi, allo stesso scopo anche la medicina popolare la usa in decotti che vengono anche impiegati per uso esterno per lenire scottature ed infiammazioni delle mucose e per uso cosmetico come frizione per capelli grassi. Infine alcune foglie nell’acqua del bagno producono sulla pelle un effetto rinfrescante ed astringente.

Foto Gabellaccia luglio Foto Gabellaccia Particolare



Orchidea piramidale (fotografie di di Giuliano Salvai) TORNA SU
Nomi: Orchide piramidale, giglione, orchidea pizzuta, Anacamptis pyramidalis (L.) L.C.M. Rich ( Orchis pyramidalis L. - Aceras pyramidalis RCHB.F.)
Specie: Orchidaceae
Descrizione: Radici costituite da due tuberi ovoidi- ellittici e da alcune radichette.
Pianta Esile, alta 20-30 (60) cm , con fusto eretto, cilindrico, glabro, lucido, spesso ondulato e angoloso nella parte alta. Alla sua base nascono alcune foglie lineari-lanceolate, acute, di colore verde pallido che raggiungono i 15 cm di lunghezza, le cauline progredendo verso l’alto sono sempre più piccole e più aderenti al fusto tanto da diventare simili alle brattee. Come spesso accade nelle orchidee, le foglie nel momento della fioritura, tendono ad appassire caominciando da quelle più basse.
L’infiorescenza molto appariscente, ha un colore che attraversa tutte le tonalità del rosa, spaziando dal rosa chiaro, quasi bianco al viola cobalto, è molto ricca di fiori ed ha forma di cono che con l’età si allunga fino a diventare un cilindro. Ciascun fiore che misura all’incirca 10 mm, è munito di una brattea lineare, lanceolata, macchiata in alto di violetto, lunga all’incirca quanto l’ovario, che è sottile e ritorto a S. I tepali laterali esterni ovato-divergenti sono rivolti all’indietro, il centrale e i laterali interni sono riuniti a formare una specie di casco sopra il gimnostemio. Labello munito alla base di due lamelle strette e leggermente divergenti in avanti e protese verso il basso, è trilobo, piano, con lobi all’incirca uguali, ma assai variabili nella forma e nella grandezza da individuo a individuo. Sperone sottile, filiforme, flessuoso, lungo almeno quanto l’ovario, ricco di nettare si proietta all’indietro e verso il basso.
Antesi: Aprile - Giugno
Distribuzione in Italia: Vegeta in tutto il territorio.
Habitat: prati magri, pascoli, incolti, sottoboschi, scarpate e bordi strada, su terreni calcarei di norma da 0 a 800 m, ma arriva anche a quote superiori ( Alpi apuane 1.400 m.)
Osservazioni: L’impollinazione avviene tramite alcune specie di farfalle, che attratte dagli effluvi del nettare, indirizzano la proboscide verso l’entrata dello sperone guidate dalle due lamelle poste all’ingresso dell’orifozio, quando la proboscide pemetra all’interno dello sperone, è costretta ad urtare la borsicola che si trova lungo il percorso, liberando in tal modo il dischetto adesivo con i pollini che vanno ad attaccarsi alla proboscide. Alla successiva visita della farfalla, qualche granulo di polline contenuto nella proboscide facilmente sarà rilasciato nell’urto contro lo stimma, dando inizio alla fecondazione.
Etimologia: Anacamptis dal greco anakamptein = ricurvarsi indietro o piegarsi verso l’alto, puo essere riferito ai suoi pollinodi, alla forma dei tepali ripiegati in alto o anche alle due lamelle rialzate e piegate verso l’esterno che si trovano all’entratas dello sperone. Pyramidalis dal latino per la forma dell'infiorescenza che tuttavia ha forma conica, ma non è raro trovare individui a forma ovale o globulare.

Foto Castelpoggio fine Maggio Foto Gabellaccia fine Maggio



Elleborina bianca (fotografie di di Giuliano Salvai) TORNA SU
Nomi: Cefalantera maggiore, Elleborina bianca, Elleborina a foglie lunghe, Cephalanthera longifolia (L.) Fritsh (Cephalanthera ensifolia L.C.M. Richard, Cephalanthera xiphophyllum Reichenb., Serapias helleborine L. var. longifolia , Cephalanthera. angustifolia Simonk.)
Specie: Orchideaceae
Descrizione: Pianta erbacea perenne alta 15-60 cm, con fusto glabro ed eretto, sinuoso e foglioso sino all’infiorescenza.
Foglie alterne, lineari-lanceolate o lanceolate, nervate (5-9 nervi), acute od acuminate lunghe 10 -15 cm, in rapporto di 10 volte circa la larghezza, in numero da 6 a 10. Infiorescenza lassa formata da 10-20 fiori bianco candidi, generalmente chiusi, si aprono solo nelle ore più calde e luminose della giornata. Tepali esterni appuntiti, quelli interni più corti e arrotondati. Il labello di colore bianco , con una piccola macchia aranciata alla fauce ( 8-9 mm.), è diviso in ipochilo, ed epichilo da una profonda strozzatura: larghissimo e concavol’ipochilo, più largo che lungo, anch’esso concavo l’epichilo. Ovario resupinato. Brattee lunghe metà dell’ovario.
Antesi: Marzo – Giugno
Distribuzione in Italia: Presente in tutto il territorio.
Habitat: Boschi, boscaglia, pinete miste; cresce in terreni calcarei, in mezz’ombra, preferibilmente in boschi aperti, sino a 1.400 m.
Etimologia: Il nome del genere deriva dal greco "cephalos" = “testa”, "antheros" = “antera”, cioè la parte del fiore che produce il polline, che ha una forma piuttosto arrotondata e ricorda vagamente una testa.
Il nome specifico indica la dimensione allungata delle foglie.

Foto Castelpoggio inizio Maggio Foto Castelpoggio zoom



Ruta canina (fotografie di di Giuliano Salvai) TORNA SU
Nomi: Ruta canina, Scrophularia canina L.
Specie: SCROPHULARIACEAE
Descrizione: Cespuglio di 4-5 dm con odore di cimice. Fusti eretti, glauchi, angolosi. Foglie con lamina triangolare (3-5 x5-10 cm) divisa in 7-9 segmenti a loro volta divisi in segmenti di 2° ordine, questi incisi dentati,larghi 2-3 mm. Fiori sub-sessili in cime (5-11 flore, all'ascella di foglie ridotte; calice con 5 lacinie arrotondate con ampio bordo membranoso bianco, intero; corolla 5-6 mm; frutto capsula 4-5 mm.
Distribuzione in Italia: Pianta Euri-Mediterranea. Comune in tutto il territorio nazionale.
Habitat: Pietraie, ghiaioni, sabbie.
Etimologia: Il nome del genere "Scrophularia" deriva dal termine latino medioevale "scrofulae" (scrofola), in quanto si credeva che la pianta fosse efficace contro la scrofolosi (Forma di tubercolosi delle linfoghiandole superficiali a decorso benigno).
Proprietà ed usi: Tutte le specie di scrophularia condividono, anche se probabilmente in grado diverso, le proprietà della Scrophularia nodosa. Questa contiene nella sua parte aerea una piccola quantità di glucosidi ad azione digitalinica, saponina, esperidina, una sostanza amara caratteristica (scrofularina), acido cafetannico, cinamico, butirrico, manganese ed altro, e viene usata per uso interno, in infuso, come emetico e purgante, contro le manifestazioni del morbo di Basedow e relative complicanze cardiache, ed, esternamente, in cataplasmi delle foglie od impacchi imbevuti della decozione concentrata, contro le dermopatie croniche in genere e contro le tumefazioni scrofolose, impiego tradizionale al quale la pianta deve il suo nome.
Note: Specie abbastanza polimorfa per quanto riguiarda portamento e forma delle foglie, probabilmente risente delle condizioni ecologiche di crescita.

Foto Maestà inizio Maggio Foto Maestà zoom



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